Fri, 25 Mar

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Città Metropolitana di Milano

INTERMITTENZE

Il giorno 25 Marzo, Zona Blu inaugura "Intermittenze", la mostra personale dell'artista Jaco Caputo, curata da Maria Dalle Vedove. ore 18:00 Via Boffalora 15, Milano.

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INTERMITTENZE

Orario & Sede

25 Mar, 18:00 – 22:00

Città Metropolitana di Milano, Via Boffalora, 15, 20142 Milano MI, Italia

Info sull'evento

Esiste un altrove sinestetico, là dove tutte le percezioni si innervano in un gioco di relazioni che si compiono annodandosi e disciogliendosi l’una dall’altra, un altrove che crea il momento in cui le percezioni non solo si richiamano, ma si necessitano, si “significano” e si esprimono. Ecco che la poesia di un' artista totale, è piena di “regioni” e materiali, voci, dita per toccare, arrivare, dispiegare. C’è un processo ritualistico, il fatto del gesso e del preparare la tela, pensarlo e collocarlo all’interno dello spazio, permette di creare una dimensione intima, di entrare in contatto con la materia e mettere insieme tutti quei procedimenti che portano alla realizzazione dell’opera.

Un vero e proprio cammino che conduce ad un risultato piuttosto che a un altro, quasi un percorso fenomenico, l’intenzione di arrivare ad un certo momento lasciandosi trasportare dalle sensazioni regalate dalla materia. Se si parte da un concetto che  accumuna le opere alla base, un archetipo, ci si può muovere ed evolvere in direzioni completamente differenti. Il materiale povero è lirico, ha vissuto, è stato funzionale ed ora trova una nuova vita.

 Ogni materia evoca sensazioni differenti, l’oggetto riporta al reale, ad una dimensione emotiva ed estetica. Ciascun individuo ha un certo vissuto che lo porta ad avere una determinata visione. la trasmutazione

materica dà luogo alla creazione di un nuovo, uguale ma diver-

so che, quasi fecondato, è subito pronto a mutare ulte-

riormente forma, attraverso una sua rinnovata manifestazione. In un continuo fondersi e rapprendersi in fi-

gure che ci sembra di conoscere dalla nostra propria esperienza

sensoriale, ma che contemporaneamente non riusciamo mai a

catturare del tutto, a stringere nei consueti confini del nostro

esperire, anche artisticamente inteso.